Coaching per l'eccellenza

Mai come oggi nelle aziende è forte l’esigenza di supportare le persone in modo che esprimano il meglio di sé e delle loro risorse con efficacia e benessere. Il coaching si sta affermando come uno tra i più interessanti e promettenti interventi di formazione e sviluppo utili a questo scopo.

Foto di Marco Poggi, Partner della società di consulenza MIDA SpA
Marco Poggi

Il termine Ki è presente sia nella lingua giapponese che in quella cinese.
Esprime il concetto di energia fondamentale dell’universo, di cui fanno parte la natura e le funzioni della mente umana. Nell’antica Cina era visto come la forza che originava tutte le funzioni fisiche e psicologiche. La sua possibile traduzione è Essenza Individuale, la peculiare caratteristica che distingue ogni essere da tutti gli altri.

Risorse scarse e tempi in accelerazione

L’effetto combinato della competizione globale e della crisi economica ha esposto le aziende di tutto il mondo a livelli di complessità e difficoltà molto elevati e ai lavoratori sono richiesti standard di prestazione molto alti: prosperare, o anche semplicemente sopravvivere, sono diventati obiettivi tutt’altro che scontati.

Le risorse economiche sono ormai ridotte all’osso e i tempi per produrre risultati si sono fatti strettissimi. I responsabili del personale, gli HR Manager e i formatori devono gestire una realtà sempre più complessa, con la crescente esigenza di favorire comportamenti eccellenti e l’urgenza di rispondere all’inefficacia della maggior parte delle modalità classiche d’intervento, non più adeguate alla forte richiesta di produrre obiettivi ambiziosi ed effetti rilevanti e visibili in brevissimo tempo.

Il cambiamento in atto richiede di pensare, costruire e sviluppare un nuovo paradigma formativo.

Nuovi paradigmi formativi

Personalizzazione

La dimensione fortemente singolare e soggettiva dell’esperienza lavorativa è la prima premessa di un nuovo approccio: la peculiarità dei contesti in cui si opera tende più che mai ad accentuare le differenze al posto delle somiglianze; i problemi di un direttore marketing di un’azienda manifatturiera che esporta nel Far East saranno molto differenti, per esempio, da quelli di un suo omologo operante in una grande azienda mediatica.

L’esperienza è singolare anche per ragioni culturali: la nostra epoca è caratterizzata più che mai dall’emersione della soggettività, dalla tendenza fortissima delle persone a pensarsi come individui unici e irripetibili. La comunicazione, il marketing, la vendita, persino i servizi amministrativi sono sempre più orientati al riconoscimento e alla valorizzazione della soggettività.

Gli interventi pensati in modo personalizzato presentano oggi indiscutibili vantaggi:

  • Considerano sia la peculiarità dell’esperienza aziendale – il contesto di mercato, il ruolo, gli obiettivi, le altre figure coinvolte – sia la dimensione personale, il modo con cui le persone interpretano ciò che accade, i loro pensieri, le loro emozioni e i loro desideri;
  • Creano spazi nei quali è possibile prendere in carico ciò che risulta importante per la persona in quel momento, riportandola al suo desiderio di raggiungere uno specifico risultato o di risolvere un problema, o al suo bisogno di supporto in un momento di difficoltà;
  • Comportano un’attività di approfondimento, scoperta e sviluppo di nuove consapevolezze, molto distante dalla somministrazione di soluzioni preconfezionate;
  • Se legati alla richiesta di aiuto di un manager (o di un gruppo direttivo) per risolvere uno specifico problema di business, permettono di considerare sia le implicazioni economiche e organizzative del problema sia gli elementi psicologici soggettivi propri della relazione delle persone con l’oggetto di lavoro.

La richiesta sempre più frequente di tempi rapidi d’intervento da parte delle aziende potrebbe sembrare un ostacolo per interventi personalizzati, ma velocità e profondità possono convergere, a condizione che chi li gestisce sia dotato della sensibilità e delle competenze necessarie.

Un altro ostacolo potrebbe derivare dalla convinzione, piuttosto diffusa tra le persone che si occupano di Risorse Umane, che personalizzazione e profondità siano categorie della vita privata ed emotiva delle persone e, quindi, separate dalla loro attività professionale. Approcci ispirati a un lavoro personalizzato e profondo sono, invece, molto più adatti a promuovere una generale e diffusa attenzione alle pratiche di cura di sé, diversamente da un intervento formativo che prescrivere comportamenti astrattamente efficaci. […]

Inserisci la mail per scaricare l'insight completo