Inclusion
Intervista
Inclusione in città, sinergie tra DE&I & Welfare: intervista a ATM

Per dare alle aziende italiane informazioni utili e best practice sugli interventi DE&I, intervistiamo ogni mese responsabili di grandi aziende che operano nel nostro Paese nell’area Diversity Equity e Inclusion. Oggi abbiamo il piacere di parlare con Simona Zandonà, Responsabile Welfare, Diversity & Inclusion ATM (Azienda Trasporti Milanesi) 

Oltre che responsabile di diversity & inclusion, sei anche responsabile welfare. Come coniughi queste due aree nel tuo ruolo? Dove trovi più collegamenti e sinergie?

Quando si parla di welfare si intende una gestione dell’impresa socialmente responsabile. 

 

Le dimensioni di lavoro su cui si investe non sono unicamente i servizi, ma anche le flessibilità orarie e organizzative, l’innovazione dei processi HR, la formazione e sensibilizzazione su temi che uniscono vita lavorativa e professionale ed un investimento in una cultura manageriale in grado di garantire una relazione persona – impresa evoluta in termini di benessere.   

 

L’obiettivo del welfare aziendale di ATM è quello di rispondere a bisogni del proprio personale facendo tutto quanto è in suo potere per avere dei lavoratori sereni e in equilibrio mentale, fisico ed emotivo. Credo fortemente che politiche di valorizzazione dell’unicità della persona debbano permeare l’organizzazione attraverso i sistemi di welfare che diventano una potente leva per fare cultura del valore delle persone.  

 

Ascoltando oltre trecento dipendenti ogni anno col servizio di counseling aziendale, ci rendiamo conto che l’azienda è un luogo di relazioni significative e di ricerca di senso per le persone. Inoltre, temi che fino a poco tempo fa erano praticamente sconosciuti, oggi si affermano rapidamente: wellbeing, discriminazioni, stalking e molestie, inclusion, spazi di lavoro, flessibilità orarie, lavoro ibrido, engagement diffuso e la necessità dello sviluppo armonico delle persone tra mente e corpo 

 

Anche gli squilibri demografici, la popolazione che invecchia, donne e giovani che rimangono esclusi dal ciclo produttivo e le aziende che hanno bisogno di competenze che non vengono formate nei cicli scolastici tradizionali, sono temi che consideriamo con grande attenzione nel pianificare le azioni attuali e future.   

 

 

Al di là della complessità che tutto questo porta, credo che questa attuale crisi stia rendendo le aziende più consapevoli della dimensione etica e delle opportunità che offre investire in  benessere organizzativo. L’organizzazione deve oggi essere concepita come luogo in cui si intersecano relazioni e obiettivi di diverse categorie di soggetti, accumunati da un legame unico.

 

Investire sulla diversità e unicità delle persone permette sicuramente, ai team di lavoro, di essere più competitivi e in grado di rispondere alle continue sollecitazioni e di acquisire un problem solving sempre più capace. L’azienda è diventata un vettore di innovazione sociale, oltre che organizzativa, dove cliente interno (dipendenti) e cliente esterno (passeggeri) non si possono più concepire separatamente. Entrambi richiedono cura e attenzione. Non a caso ATM, nel suo agire economico e di servizio alla città, unisce i suoi sforzi con le istituzioni locali impegnandosi per un bene comune dove al centro c’è la persona, così pure il territorio.

 

Nell’ultimo triennio il tema della D&I è diventato il driver di lavoro delle politiche di welfare. Dal 2021 la funzione ha ampliato il suo nome in Welfare Diversity & Inclusion che è segno che l’azienda ha assunto un impegno fattivo considerandolo un azione di benessere di tutto il personale. Avevamo già da tempo investito su tema della diversità di età (age management) iniziando nel 2012 a occuparci di invecchiamento e qualità della longevità dopo la riforma Fornero che, non dimentichiamo, ha aggiunto un ciclo di 7/8 anni alla vita lavorativa di tutte le persone occupate.

 

Da tre anni siamo focalizzati sul tema del genere con una importante campagna di assunzioni. L’azienda ha infatti 10.000 dipendenti di cui solo l’8,5 % donne. Prima di lanciare la politica di assunzioni di donne, abbiamo aumentato il livello di servizi, le flessibilità lavorative e preparato una cultura manageriale e organizzativa in grado di accogliere positivamente colleghe donne in posizioni di responsabilità e che iniziano a permeare anche il mondo operativo con una visione diversa di tali ambiti di lavoro (conducenti, manutenzione, servizi alla clientela, ecc). 

 

Nell’ultima indagine di clima è stata inoltre dedicata una sezione sulla misurazione dei progressi di ATM in materia di diversity e inclusion. Uno dei focus principali in questo 2022 è infatti la parità di genere, con un importante investimento nella formazione e cultura della leadership femminile. Quest’anno sono arrivati due importati risultati che ci hanno confermato che eravamo sulla giusta strada. La vincita del Bando #Conciliamo che ha destinato 74 milioni a circa 100 aziende in Italia per le misure di Welfare aziendale. ATM ha conseguito il 6° posto candidandosi in rete con altre imprese di servizio pubblico con cui operiamo all’interno di un ‘Modello Milano’ per il welfare condiviso. Poco dopo ATM si è aggiudicato il riconoscimento della Mela D’Oro col Premio Bellisario per le politiche aziendali tese a favorire la parità di genere.  

 

 

ATM è una realtà molto legata al territorio in cui opera. Ci racconti come dal punto di vista della D&I usi e porti avanti questo legame?

La diversità delle professioni e delle migliaia di persone che trasportano la città tutti i giorni è una unicità di ATM. Oggi i cambiamenti in corso spingono Milano verso una città policentrica, sempre più alla ricerca di un nuovo concetto di benessere con la Milano dei 15/20 minuti in cui la densità è piacevole e l’intensità sociale è gradevole. Una Milano che attrae talenti che a loro volta, esigono e promuovono diversità e inclusione.  

 

Sulla base di questo scenario in questi anni abbiamo lavorato sulla creazione di un modello di welfare comunitario capace di costruire una rete di sinergie tra aziende diverse ma che operano per il medesimo territorio.

 

Così nel 2019 nasce il ‘Modello Milano’ che vede la firma di un protocollo sul welfare condiviso tra le dieci società partecipate del Comune di Milano e l’azionista stesso. Obiettivo: creare sinergie di innovazione ed economie di scala tra tutte quelle azioni di sistema che insieme possono essere realizzate a beneficio di tutta la città. Una triangolazione virtuosa in cui tutti contribuiscono a migliorare la realtà quotidiana del tessuto sociale in cui le imprese stesse operano. 

 

Ora stiamo investendo su delle partnership “inusuali” (es, Scuola Zoo, etc), soprattutto per arrivare a categorie marginalizzate. Sono in corso delle vere e proprie rivoluzioni dei sistemi e dei modelli di reclutamento e di comunicazione dell’azienda (stiamo per rendere visibile il sistema di welfare a tutto il personale ATM direttamente dal proprio smartphone ed anche dall’esterno agli stakeholder e a coloro che sono interessati a lavorare per il trasporto pubblico), così come sono nati investimenti in formazione, certificazione e patenti che consentiranno di far partecipare alla vita lavorativa di ATM, persone diverse da quelle fino ad oggi considerate. 

 

Per questo l’azienda ha deciso di supportare nei percorsi di acquisizione della CQC (carta di qualificazione del conducente, ndr) tutti coloro che desiderano diventare conducenti ma che non arrivano dal mondo della guida. Inoltre, stiamo per partire con l’ottenimento della Patente D per le donne disoccupate, selezionate da ATM, che mira ad aumentare l’employability al femminile nella nostra città. A breve partiremo anche con la possibilità di offrire tre mesi di accoglienza abitativa in strutture di housing sociale a Milano a tutti i conducenti provenienti fuori regione e dall’estero con anche strutture di accoglienza abitativa ad hoc per le donne.

 

Sulla base di questo scenario in questi anni abbiamo lavorato sulla creazione di un modello di welfare comunitario capace di costruire una rete di sinergie tra aziende diverse ma che operano per il medesimo territorio.

 

 

Per alcuni ruoli in ATM ci sono sfide specifiche al settore, soprattutto per quanto riguarda il genere. Qual è il vostro approccio a riguardo?

Su questo tema abbiamo lavorato per aumentare il numero di donne in azienda, avendo un business che spinge soprattutto la popolazione maschile ad aderire alle richieste di lavoro di ATM. Ci siamo dedicati a questo tema con intenzionalità, decidendo di comunicare anche esternamente lo sviluppo di questo importante driver, che inizialmente aveva coinvolto solo le persone di ATM. Lo abbiamo fatto mantenendo vivo il collegamento tra l’interno dell’azienda e l’esterno della città. 

 

Da qui la richiesta al personale interno di divenire testimonial della primissima campagna sulla diversità, pre-covid. Il messaggio che si è voluto offrire è che l’azienda trasporta diversità e unicità e cerca persone uniche per svolgere un ruolo straordinario per Milano. La diversità esiste all’interno di ATM ed è ciò che la rende sensibile ad accogliere ed includere la diversità che trasporta.

 

 

A proposito di campagne pubblicitarie, ATM ne ha lanciate alcune recentemente appunto focalizzate sul tema della diversità e dell’inclusione...

‘’La diversità ci rende unici’’ e ‘’Tu che ne sai’’ sono le ultime due campagne di comunicazione esterna di ATM sul tema della diversità e unicità delle persone. Sono campagne molto più diffuse rispetto a quella sul recruiting delle donne e vedono importanti affissioni in città, digitali e social, finalizzati a sensibilizzare i passeggeri, cittadini ed anche i dipendenti.

 

La campagna è anche presente nei luoghi di socialità aziendale (mense, sale relax, ecc). L’obiettivo è la promozione di ambienti di lavoro sempre più aperti, inclusivi e senza pregiudizi ma anche di fortificare il legame dell’azienda con la città e i suoi cittadini. ATM è una azienda fatta di persone che è al servizio delle persone.   

Che obiettivi / sfide hai in mente al momento riguardo al tuo ruolo?

Uno degli obiettivi del piano strategico di ATM è l’espansione dei propri confini. ATM ha da sempre un forte legame con Milano ma da un decennio gestisce anche la rete della metropolitana di Copenaghen che per anni è stata premiata come migliore metropolitana d’Europa.

 

Nel nuovo piano d’Impresa, ATM ha deciso di espandere i confini geografici attraverso la partecipazione a gare nazionali e internazionali. Questo è molto importante per l’impresa e per tutte professionalità che l’azienda mette in campo perché ci offre un momento di crescita e di benchmarking nel quale saremo messi alla prova come gruppo di individui, oltre che come azienda, nell’ avere una maggiore consapevolezza di ciò che possiamo fare del nostro ruolo nella società.

 

I temi di interesse sono fortemente connessi con quattro dei diciassette obiettivi degli SDG’s 2030 delle Nazioni Unite:

3. Salute e benessere; 5. Parità di genere; 10. Ridurre le disuguaglianze; 11 Città e comunità sostenibili.

 

Ciò significa che su questi temi avremo la possibilità di confrontarci con territori e realtà internazionali,  importanti e di grande stimolo. 

Grazie a Simona Zandonà, Responsabile Welfare, Diversity & Inclusion ATM (Azienda Trasporti Milanesi)
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