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behavioral transformation
Le 4 caratteristiche chiave dell’ufficio di domani
Martina Cecchini
Pierpaolo Peretti Griva
Alessia Mistretta

Le scienze comportamentali aiutano a progettare spazi lavorativi che incidono su comportamenti, abitudini, benessere e produttività di chi li vive.

Pare che nel 1395, Geoffrey Chaucer, nei suoi Racconti di Canterbury abbia usato per la prima volta la parola ufficio per indicare un luogo dove venivano svolte delle attività riguardanti gli affari.

 

Dopo 8 secoli, un parassita sta cancellando, in pochissimi mesi, un’istituzione attorno a cui ruotano abitudini e pratiche di milioni di lavoratori nel mondo.

 

L’emergenza Covid-19, infatti, ha fondamentalmente cambiato il ruolo dell’ufficio nella employee experience.

 

Una recente ricerca riporta che più del 50% dei lavoratori vorrebbe lavorare da casa almeno 3 giorni a settimana anche al termine della pandemia, e il 30% considererebbe un nuovo impiego se la propria azienda imponesse un ritorno full-time in ufficio (McKinsey & Co., 2021).

 

La normalizzazione del lavoro da remoto e l’emergere di modalità di lavoro ibride sta quindi spingendo molte aziende a reimmaginare i significati associati all’ufficio — da sede principale dell’attività lavorativa a hub di socializzazione e conservazione della cultura organizzativa.

 

Questi cambiamenti richiedono una riprogettazione concreta degli spazi aziendali, anche perché, come le scienze comportamentali ormai hanno dimostrato, design e layout degli spazi possono incidere su benessere e produttività dei lavoratori, oltre a mitigare le risposte comportamentali e cognitive indesiderabili alle nuove modalità di lavoro ibrido.

 

Nella riprogettazione delle new ways of working, il nostro team MIDA di esperti in Behavioural Transformation lavora con le aziende clienti per garantire 4 caratteristiche chiave dell’ufficio del futuro.

 

Ufficio come luogo di collaborazione e community-building

Nell’anno della pandemia abbiamo sperimentato i vantaggi del lavoro remoto, ma l’ufficio resta un luogo fondamentale per costruire un senso di appartenenza all’organizzazione, coltivare la propria identità professionale e favorire sessioni collaborative e innovative di team building.

 

Per questo in Perkins&Will, celebre studio internazionale di architettura e design, l’interior designer Meena Krener immagina l’ufficio del futuro come un luogo di incontro e di connessione, mentre concentrazione e lavoro produttivo potrebbero continuare a svolgersi da casa.

 

Integrazione seamless tra spazi fisici e digitali

Secondo Bill Gates,  entro tre anni la maggior parte delle riunioni virtuali si terrà attraverso avatar digitali, in spazi virtuali 3D.

 

Il mondo del Metaverso, destinato a permettere l’integrazione senza discontinuità tra spazi fisici e digitali grazie all’utilizzo di visori e sensori di realtà virtuale/aumentata, è destinato dunque a entrare molto presto nella nostra quotidianità con forti impatti anche sul mondo lavorativo.

 

Guardando alle direzioni future di innovazione dello spazio grazie alle tecnologie in via di implementazione, la nuova frontiera che stiamo introducendo nelle aziende clienti oggi è quella dell’always-on videoconferencing – sistemi di live streaming degli spazi d’ufficio che permettono alle risorse in remoto di essere coinvolte in chiacchierate informali e discussioni improvvisate.

 

Questi strumenti promuovono modelli di lavoro ibrido maggiormente inclusivi, riducendo la distanza cognitiva tra il lavoratore e il suo team e rafforzando il senso di appartenenza verso l’organizzazione.

Spazi reattivi e interattivi

Nell’ufficio di domani, l’utente personalizza, interagisce e riceve feedback dall’ambiente.

 

Divisori smontabili e personalizzabili permettono alle persone di scegliere se lavorare in un ambiente individuale, per favorire focus e produttività, o in uno spazio condiviso, per una sessione di brainstorming.

 

Una progettazione a 360 gradi degli elementi sensoriali dell’ambiente, tramite infrastrutture audio-visive ed elementi tattili e olfattivi, può favorire produttività, coinvolgimento e benessere della risorsa.

 

Infine, l’utilizzo di sensori indossabili può fornire feedback sull’esperienza dell’utente e informare la progettazione di interventi che favoriscano una migliore fruizione dell’ambiente.

Coerenza con i valori dell’organizzazione

L’elemento forse più importante e complesso nella riprogettazione degli spazi di lavoro è che questi devono essere uno specchio coerente dei valori cardine dell’organizzazione: inclusività, tradizione e storia, benessere dell’individuo, innovazione, responsabilità sociale…

 

Qui sottolineiamo l’importanza di coinvolgere le risorse a tutti i livelli per guidare il processo di redesign degli spazi. Oltre a potenziare le persone e favorire la costruzione di un senso di appartenenza e identità condivise, questi processi di co-design possono guidare manager e designer nel definire priorità e ottimizzare le risorse a disposizione.

 

Ridisegnare l’ufficio di domani è un’opportunità non solo per rispondere alle necessità operative dei nuovi modelli di lavoro ibrido, ma anche per favorire un processo di innovazione, potenziamento ed ingaggio delle persone e della loro sempre più forte centralità per uno sviluppo sostenibile delle organizzazioni e del business.

 

In quest’ottica, gli insight delle scienze comportamentali sono un prezioso strumento che consente di riprogettare gli spazi di lavoro con una prospettiva realmente human-centered, che tenga conto dei modelli mentali e dei bias delle persone che lavorano in azienda.

 

 

 

Se vuoi progettare nuove modalità di lavoro ibride sfruttando le nostre competenze sull’adozione di comportamenti e sulle scienze comportamentali, scrivici senza impegno

transformation@mida.biz